I GIARDINI DI LAVENO

2010 - Laveno Mombello (VA)

RIQUALIFICAZIONE AREA EX “RICHARD GINORI” 

Progetto di riconversione dell'area industriale dismessa "Richard Ginori", luogo di produzione della nota porcellana sito in prossimità del Lago Maggiore.

A caratterizzare l'intervento rimane un elemento di archeologia industriale, il vecchio manufatto dell'acquedotto.

Il nuovo disegno urbanistico asseconda le direttrici individuate dalle geometrie dell'interessante intervento dei primi del ‘900 del Portaluppi, sito nel lato contrapposto di Via Buozzi.

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Il progetto prevede la costruzione di cinque fabbricati aventi destinazione prevalentemente residenziale e un sesto adibito a media struttura di vendita.

Quattro edifici ad appartamenti si collocano nel verde, in posizione contrapposta ma sfalsata tra loro, a creare un ampio spazio a corte centrale, mantenendo l'originario distacco da Via Diaz per lasciare un'ampia porzione a verde. L'accesso ai fabbricati, caratterizzati da cinque piani fuori terra, è raggiungibile mediante percorsi pedonali che attraversano trasversalmente e longitudinalmente l'area, raggiungendo la parte interna della stessa, in modo che lo spazio centrale diventi un incrocio di traiettorie parallele contrapposte.

Gli ingressi sono allineati, a due a due, lungo le principali linee di percorrenza pedonale che conducono, l'una, verso il percorso pubblico che fiancheggia il fiume Boesio, collegando Via Martiri della Libertà e Via Diaz, l'altra, verso un quinto edificio a destinazione residenziale-commerciale-direzionale posto su Via Martiri della Libertà. Quest'ultimo, prosegue la cortina urbana con portico, negozi al piano terra e parcheggi antistanti, completando la tipologia edilizia del recente fabbricato sito all'angolo con Via Diaz.

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Le cinque costruzioni sono accomunate da un piano interrato destinato a garage e caratterizzate da un medesimo trattamento della testata laterale, posta ad ovest rispetto all'ingresso, realizzata mediante terrazze a sbalzo che assumono la configurazione di "punte".

 

Tale soluzione rappresenta la risposta alla singolare posizione del prospetto dell'edificio su strada che si affaccia sulla rotatoria prevista in progetto; l’adozione in tutti gli edifici residenziali conferisce unità di linguaggio all'intero intervento, che prevede una disposizione delle punte che si “rincorrono” in senso antiorario, a formare una chiocciola.

La sequenza di stimoli visivi che si rinnovano senza soluzione di continuità è arricchita ulteriormente dalle varianti adottate nel fronte laterale contrapposto, che si protrae a sbalzo sul verde circostante.  

 

Inoltre i corpi di fabbrica sembrano sdoppiarsi per l’adozione di una copertura costituita da una doppia falda con compluvi, accrescendo il dinamismo d’insieme.

A completare l’intervento è l’edificio commerciale, adibito a supermercato, che continua idealmente la cortina urbana interrotta dalla nuova rotatoria. Nonostante le dimensioni elevate in pianta e ridotte in altezza, assume dinamicità sia per la presenza delle fasce orizzontali dei blocchi splittati facciavista, sia per il mantenimento della torre dell'acqua, elemento che viene valorizzato in quanto manufatto di archeologia industriale che ha caratterizzato nel tempo l'intera area "Richard Ginori".

E ancora oggi conserva la medesima funzione: viene infatti adibita alla raccolta dell’acqua piovana, dapprima recuperata in una vasca e poi convogliata in quest’ultima per essere distribuita a ogni fabbricato, annullando le spese per l’acqua non potabile dei servizi igienici e per l’irrigazione.

Tale scelta mira al contenimento dei consumi, sfruttando risorse disponibili in natura, pur senza impiegare sofisticate e costose tecnologie.

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In effetti numerosi sono gli accorgimenti finalizzati alla costruzione di un quartiere che offra alloggi di buona qualità abitativa, in accordo ai principi della sostenibilità: innanzitutto la densificazione con la minore occupazione di suolo possibile, la presenza di un parcheggio interrato comune che ha consentito di concentrare gli scavi, l’assenza delle auto che vengono lasciate ai margini dell’intervento, la compattezza degli edifici e la valutazione della loro distanza in funzione del soleggiamento.

Ma certamente tra gli aspetti che assicurano la riduzione dei consumi complessivi si annoverano l’utilizzo di materiali durevoli di elevata coibenza, nonché lo studio di ogni dettaglio al fine di eliminare i ponti termici, garantendo la costruzione di edifici fortemente isolati.

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Anche la presenza di estese superfici verdi, organizzate con alberi ad alto fusto, arbusti e specie rampicanti diviene strumento di controllo climatico: la mitigazione del clima, l'assorbimento delle polveri, l'attenuazione dei rumori, la creazione di una barriera di protezione rispetto al vento ma anche al sole costituiscono aspetti fondamentali nella valutazione del rapporto tra le specie vegetali e l’ambiente costruito circostante.