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CASA CAODURO

1989 - Monticello Conte Otto (VI)

Abitazione con appartamento per il custode, la dependence per gli ospiti e una piscina.

La richiesta dei committenti era per una casa inserita nel  parco di una villa ottocentesca, in parte pubblico, a ridosso dell'abitato di Monticello Conte Otto, paese immediatamente a nord di Vicenza.

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La casa doveva essere, per espressa richiesta dei committenti, in pietra. Si è colta quindi l'occasione per progettare e costruire un edificio eseguito con soli materiali naturali usando:

  • la pietra "priabona" (cava a 15 Km.  dal cantiere nell'omonimo paese Priabona) che ho scelto per la sua durezza e per la sua particolare colorazione. All'estrazione si presenta di un colore bianco cangiante, sembra un Carrara, o nero antracite molto scuro. Esposta alla luce e all'aria subisce un'ossidazione che nel bianco porta in superficie i sali ferrosi si da assumere un caldo colore bianco ruggine mentre il nero antracite vira sin da assumere una tonalità di grigio chiaro.

  • mattoni recuperati dalla demolizione dell’esistente annesso rustico, puliti e riutilizzati per realizzare le colonne, i camini, le recinzioni.

  • legno di larice lamellare per il tetto, di rovere di Slovenia per i serramenti, di faggio evaporato rosa per i soffitti e di padouk per i pavimenti della camere.

  • pavimento in battuto di marmo e coccio pesto alla veneziana per le parti giorno.

  • intonaci in malta di sabbia fine tirata a ferro senza pittura.

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Il sito, pur essendo immerso nella piatta pianura vicentina, presenta una pendenza abbastanza accentuata da nord verso sud. Si è quindi voluto approfittare di questa particolarità.

 

L'edificio principale, che ho situato nella parte più alta del lotto,  ha dislivelli interni che seguono l'andamento naturale quasi a volersi ancorare di più a terra con le falde di copertura confluenti verso uno spazio centrale, l'ingresso, nascosto alla vista di chi arriva da un muro in mattoni a forma curvilinea che delimita un piccolo giardino giapponese "privato" e sopraelevato della camera matrimoniale. Questo muro invita a proseguire il cammino per scoprire la porta d'ingresso, unico elemento cieco di una grande vetrata continua che segue il percorso dal punto in cui si incunea nell'edificio.

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È la riscoperta dell'ingresso nascosto della caverna, luogo di riparo sicuro, ancestrale bisogno dell'uomo errabondo sulla terra.

L'ingresso è il fulcro della distribuzione interna e spazia su tutta la casa; il soggiorno il pranzo e la cucina si raggiungono scendendo tre gradini, la camera matrimoniale salendone tre; con altri cinque gradini si raggiungono le camere dei figli ad un livello più alto distribuite da un percorso che poi scende alla cucina pranzo costituendo percorso interno alternativo e più "privato". Una piccola scala porta allo studio biblioteca, stituato sopra  il pranzo, aperto sul soggiorno a doppia altezza.

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Questi spazi sono un raunplan continuo sotto il grande tetto che viene quindi posseduto globalmente.

Tutti gli  elementi costruttivi di questa casa sono separati e ben visibili e denotano chiaramente la tettonica di costruzione. I grossi pilastri in mattoni portano le travi principali del tetto a cui sono connesse le travi secondarie attraverso un giunto d'acciaio, appositamente studiato, capace di accettare tutte le angolazioni  orizzontali, verticali e zenitali di arrivo.

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Il soffitto è in doghe di pannelli di faggio evaporato rosa per contrastare ed evuidenziare il giallo-rosato delle travi in larice.

Un vecchio trave di castagno recuperato dalla demolizione della vecchia barchessa ha dato l'opportunità di aggiungere un rinforzo in ferro e ottone si da ottenere una struttura che segna la centralità spaziale del soggiorno.

Nella parte più bassa e interna del lotto immersa nel verde c'è la depandance degli ospiti e la piscina.

Verso quest'angolo del giardino c'è anche un'altra vasca d'acqua, per le piante acquatiche, da cui nasce il grande camino del soggiorno ai cui lati sono posizionate due vetrate in modo tale che i riflessi dei raggi di sole vadano a riverberarsi sul soffitto creando un grazioso gioco di luci interne.  

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IL DESIGN IN CASA CAODURO

A completare il progetto, sono stati sviluppati una serie di oggetti d'arredo per completare l'interior design dell'abitazione. Tra questi spicca Acquaevino esposta a NY e Miami e considerata un'importante opera del design italiano degli ultimi anni.

Pubblicazioni:

L’ARCHITETTURA CRONACHE E STORIA 464/1994

L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI 282/1995

PARAMETRO 204/1994

VILLE GIARDINI 306/1995 -310/1996 -388/2003

CONTROSPAZIO 2/1997
FRAMPTON K., CAPPELLATO G., PISANI M., SILVANO FARESIN. CASA CAODURO, SKIRA, MILANO, 2002
GAZZOLLA L., LIN-AN L., MANDOLESI D., 100 ITALIAN ARCHITECTS AND THEIR WORKS, CHINA ARCHITECTURE & BUILDING PRESS, BEIJING, 2002
HASANOVIC A., 2000 ARCHITECTS, IMAGES PUBLISHING, AUSTRALIA, 2006
SAVI V., SILVANO FARESIN. AVVENTURA URBANA, ELECTA, MILANO, 2007