Progetto di un edificio commerciale, residenziale, in Viale Crispi, in cui un taglio a 45° con grandi terrazze e squarci smaterializza il complesso e ne conferisce leggerezza. La mutazione delle oblique della copertura produce una sequenza di stimoli visivi che si rinnovano senza soluzione di continuità.

MOLTEPLICI E INQUIETE EREDITÀ IN TRE ESEMPI
Con la palazzina per appartamenti in Via Crispi, l’estro di Faresin sembra voler riabilitare assunti razionalisti, propriamente certe espressioni morfologiche, tipiche di Luigi Moretti, rinvenibili in opere come la Casa del Girasole, a Roma, e nel complesso di abitazioni e uffici in Corso Italia, a Milano. In questa ottica, il nostro progettista è avvicinabile a quei ricercatori, come i Five che hanno indagato quelle particolari espressioni razionaliste che videro la genesi nell’opera di Giuseppe Terragni. Qui il corpo di fabbrica sembra sdoppiarsi per la particolarità della copertura costituita da una doppia falda con compluvi mentre nell’impiego di questa particolare tipologia della copertura, con il suo speciale bacino, è racchiusa la sintesi formale del manufatto, per niente statica ma capace di produrre un continuo movimento. Nella lettura dell’organismo l’elemento chiave, capace di catalizzare l’attenzione, è la testata che si affaccia sulla rotazione che immette in viale Crispi. Il corpo di fabbrica si dispiega in una lentissima sinfonia, controllata dalla mutazione delle oblique della copertura che forniscono l’orditura alla composizione. Questa produce una sequenza di stimoli visivi che si rinnovano senza soluzione di continuità mentre la rotazione del corpo di fabbrica della testata sospende il movimento sul prospetto principale con l’atto perentorio prodotto dalla cortina metallica la cui orditura simmetrica è scomposta da leggere varianti dei brani laterali peraltro agganciati dalla griglia d’attico che si propone come una sottolineatura di fregio. Nella casa a Viale Crispi appare la citazione della famosa casa del viticultore di Gardella con il tetto a falde che piegano all’interno. Si tratta di una idea che Faresin si porta dentro da anni e che trova un primo momento di applicazione in un volume che ospita una libreria a Comacchio dove l’interno acquista un particolare dinamismo aperto verso l’esterno e rafforza la sensazione che più che indagare sulla contemporaneità - come i giovani progettisti, pronti ad inventare opere fuori dell’ordinario - le sue guide preferite siano i maestri del Novecento, quei compagni più anziani con i quali dialogare o chiedere consiglio.

Testo tratto da: L’architettura cronache e storia 583/2004


Pubblicazioni:

L'ARCHITETTURA CRONACHE E STORIA 583/2004

BATTAGLIA S., GABBIANI M., CATALOGO "MOSTRA PREMIO INTERNAZIONALE DEDALO MINOSSE 2004", ARCA EDIZIONI, MILANO, 2004

AA. VV., ITINERARI DI ARCHITETTURA VICENTINA CONTEMPORANEA, ORDINE ARCHITETTI DI VICENZA, 2005

HASANOVIC A., 2000 ARCHITECTS, IMAGES PUBLISHING, AUSTRALIA, 2006

SAVI V., SILVANO FARESIN. AVVENTURA URBANA, ELECTA, MILANO, 2007